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Il
padrone di una volta era dotato di una autorità indiscussa:
bisognava ubbidire e non erano ammesse repliche, poiché il comando
era connesso alla paura della punizione.
Il
capo di oggi, invece, anche se ha una autorità formale, per farsi
ubbidire deve avere autorevolezza, saper convincere, essere un
trascinatore. Se vuole ottenere buoni risultati deve cioè riuscire
ad avere il consenso dei suoi collaboratori.
Per
ottenere il consenso, il manager deve essere una persona capace di
prendere decisioni e assumersi responsabilità, deve essere sincero,
obiettivo, umile, deve sapere ammettere i propri errori, essere
generoso e giusto.
Deve
inoltre essere in grado di coinvolgere tutti i collaboratori
toccando la loro sensibilità, il loro valore, le loro motivazioni.
Il bravo manager sa trasmettere il proprio obiettivo e la propria
energia affinché tale obiettivo diventi l’obiettivo del gruppo.
È
importante inoltre che il capo sappia creare l’orgoglio di
appartenenza: ce lo insegnano i recenti successi della Ferrari in
cui tutti, da Shumacher all’ultimo tecnico, partecipano al valore
della casa e alle sue vittorie.
Infine,
caratteristica indispensabile di un buon manager è l’entusiasmo.
Per creare negli altri l’entusiasmo bisogna possederlo: è quindi
importante che il manager creda in ciò che fa, creda nei propri
mezzi e nella propria missione, per trasmettere al resto del team
tale consapevolezza.
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