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Che cos'è
Il peccato di gola coincide con un desiderio d'appagamento immediato
del corpo per mezzo di qualche cosa di materiale che provoca compiacimento.
É un'irrefrenabilità, un'incapacità di moderarsi
nell'assunzione di cibo o, più in generale, nell'oralità
(gli alcoolisti e i fumatori accaniti commettono peccato di gola).
Il rapporto col cibo è un problema serio che investe degli
aspetti legati all'esistenza. Infatti, siccome il cibo è
la prima condizione di esistenza, spetta al cibo e alla gola mettere
in scena un tema che non è alimentare, ma profondamente esistenziale,
perché va alla radice dell'accettazione o del rifiuto di
sé.
Le forme
di squilibrio collegate al cibo
Analizziamo le forme di squilibrio direttamente collegate al cibo
e alla sua assunzione.
L'obesità
Essere grassi in una società che predilige i magri equivale
ad una auto-esclusione sociale.
Per questo tutte le discipline che un tempo servivano per salvare
l'anima - mortificazione, astinenza, digiuno - sono state reintrodotte
sotto forma di esercizi, diete, moderazione e misura, non tanto
per garantire la salute del corpo, quanto per salvare l'identità
della persona grassa, e la sua possibilità di essere accettata
e cercata
Quando le tecniche e le diete naufragano, in gioco non è
l'appagamento alimentare, ma la sicurezza circa la propria esistenza,
che non ha ancora trovato dove ancorarsi.
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Cosa è stato detto della "gola"
Più che la ragione è lo stomaco che ci guida.
Arsene Ancelot
Chi beve solo
acqua ha un segreto da nascondere.
Charles Baudelaire
Il miglior condimento
del cibo è la fame.
Marco Tullio Cicerone
L'ingordigia
è un rifiuto emotivo: è il segno che qualcosa ci sta
divorando.
P.De Vries
L'alcol è
una sostanza che uccide ciò che è vivo e conserva
ciò che è morto.
Miguel Zamacois
I medici lavorano
per conservarci la salute, i cuochi per distruggerla; ma questi
ultimi sono più sicuri del fatto loro.
Denis Diderot
I golosi si
scavano la fossa coi denti.
Henri Estienne
All'inizio tu
ti bevi un bicchiere, poi il bicchiere si beve un bicchiere, poi
il bicchiere si beve te.
Francis Scott Fitzgerald
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